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lunedì 3 dicembre 2012

Mi sento così rilassato, oggi. 
Così in pace con me stesso.
Soddisfatto e senza pensieri.
Cos’ho che non va?

Eh, sì. Inutile nasconderlo, la battuta di Woody Allen mette il dito sulla piaga. L’ironia smaschera il conflitto interiore tra il nostro bisogno di benessere e la nostra malsana quotidianità.
Si è tanto abituati ad essere preoccupati, nervosi e tesi come corde di violino che un qualunque spiraglio di rilassamento è registrato come anomalia.
Ecco, l’ho detto… rilassamento. Parola magica per tutti i nostri sensori: un’armonia di consonanti e vocali che già il solo leggerle o pronunciarle è una delizia.
In fondo, rilassarsi non sarebbe nulla più dell’allentamento di una tensione: se non che vi associamo istintivamente l’idea di un salutare relax, di un piacevole riposo e appunto di una dis-tensione. E, si badi, la tensione che se ne va può essere tanto nervosa quanto muscolare, anche se quasi mai l’una alberga senza l’altra.
Le domande sorgono numerose e incalzanti. Perché siamo tesi? Cosa alimenta le tensioni così da rendere il nostro rilassamento un evento tanto raro? E ancora, perché facciamo così fatica a distenderci? Cosa davvero ci rilassa?
Se avessi tutte queste riposte sarei uno dei tanti commercianti di soluzioni miracolose che gridano i portenti del loro prodotto. Sarei lo strillone di turno che annuncia l’ultima buona novella su come risuscitare i morti. Purtroppo invece inciampo continuamente nella mia ignoranza. Boccone amaro, vi assicuro, per un filosofo.
Vi dirò semplicemente quel che capisco. Ve lo dirò come mi viene dal cuore quando ascolto il silenzio. Riassumerò le idee in 6 semplici punti.
1. Anche chi non conosce il latino vede senza troppo fatica che agere sequitur esse. Sì, è chiaro: quello che facciamo discende da quello che siamo (letteralmente: agire segue l’essere). In parole povere,  se sei stressato compirai azioni stressate. E, ahimè, stressanti. A danno tuo e di chi ti è attorno, alimentando così un circolo vizioso che si nutre di continue altre tensioni.
2. Distratti dall’avere e incalzati dal fare, siamo poco riguardosi nei confronti dell’essere. Del nostro essere. Ossia di quella vita dentro di noi che desidera solo ottenere il permesso di dispiegare tutta la sua ricchezza e la sua forza. Generando serenità. E mantenendola.
3. Perché ci è difficile rilassarci? A mio parere perché pensiamo che ci comporti impegno. Che serva uno sforzo. Ossia aggiungere altra tensione allo stress che c’è già. Dalla musica alla camomilla, dal sesso allo sport, dal giardinaggio al collezionismo, dallo shopping al divano, passando per una partita a carte, un po’ di chiacchiere al bar e due fettuccine panna e salmone di sicuro molto può concorrere al nostro rilassamento. Questione di gusti, naturalmente, non esenti da strisciante autoinganno: in ogni caso qualche timeout riusciamo ad ottenerlo.
4. Tempo fa il logorio della vita moderna si contrastava bevendo amari al carciofo o depurando l’intestino. Oggi la pubblicità ci vende ogni sorta di toccasana, spesso reso più convincente dalle belle fattezze femminili che lo promuovono. La direzione sembra tuttavia sempre quella di cercare fuori di noi la panacea che dovrebbe guarirci dai nostri mali. Non che il business sia cosa cattiva, certo, tuttavia qualche perplessità resta quando gli interessi non paiono sempre limpidi e l’integrità degli affaristi dubbiosa.         
5. In interiore homine habitat veritas. Un’altra piccola botta di latino per tener alto il morale con la saggezza antica. Qualcuno aveva già scoperto dove dobbiamo cercare la verità, ossia la massima sorgente del rilassamento. Chiaro, dentro di noi. Nel nostro intimo dimora l’antidoto ad ogni tensione. E quando la consapevolezza di essere in buone mani si fa solida, la paura, le preoccupazioni e l’ansia si allontanano.  
6. Nel corso degli anni ho provato diverse strategie antitensione. La maggior parte cercate fuori di me: natura, cultura, svago, una volta o l’altra anche qualche goccia di Lexotan. Ora che ho scoperto i benefici della risata sento che le tensioni mi si allentano meglio quando rido. Me lo dice l’organismo stesso e che sto bene lo vedo da me. Con l’arrivo degli ormoni del benessere, capeggiati dalla serotonina, se ne va il cortisolo. Lo dice la scienza. Beh, sai quando senti una bella sensazione di serenità? Ecco, così.
7. Allora la Verità che vado scoprendo dentro di me mi racconta di quanto tutto nella vita sia semplice e tutto risieda nella fiducia. Tra i vari aspetti che mi si rivelano, si affaccia con sorpresa  la forza incredibile della giocosità infantile. Le tensioni se ne vanno quando si gioca. Non con l’accanita competizione dei grandi, ma nel divertimento semplice dei piccoli che ridono con il corpo giocando.

Yoga della risata .eu 

lunedì 26 novembre 2012

Yoga della risata
A tutti i rivoluzionari, unitevi per combattere la noia e i problemi che quotidianamente ci assillano,  vi aspetto quindi, sorriso alla bocca, mercoledì 28 novembre, alle ore 20.00, per la sessione settimanale dello Yoga della risata presso il Dojo - Judo Avisio (Sporting) Predazzo (Tn).
Siete tutti invitati, la partecipazione è gratuita: si raccomanda abbigliamento comodo, ciabatte (sul Tatami si deve stare scalzi) e copertina per la fase finale di rilassamento.
Dopo la sessione chi vuole si può fermare per mangiare una pizza in compagnia. 
MOLTO BENE MOLTO BENE YEAH !!!!!!!!!!!!

lunedì 19 novembre 2012

Yoga della risata
Ciao, vi ricordo che mercoledì 21 novembre è prevista la somministrazione del vaccino della felicità contro lo stress (nessuna controindicazione) dalle ore 20.00 alle ore 21.00, presso il Dojo - Judo Avisio (Sporting) Predazzo (Tn).
Siete tutti invitati alla sessione di Yoga della Risata  (Hasyayoga) , la partecipazione è gratuita: si raccomanda abbigliamento comodo, ciabatte (sul Tatami si deve stare scalzi) e copertina per la fase finale di rilassamento.
Dopo la sessione chi vuole si può fermare per mangiare una pizza in compagnia. 
MOLTO BENE MOLTO BENE YEAH !!!!!!!!!!!!

martedì 13 novembre 2012

Ridere fa bene alla salute e fa dimagrire

Una sana risata a crepapelle ci aiuterà a buttar giù i chili di troppo, che magari abbiamo accumulato durante le feste.
La bella notizia arriva da uno studio scientifico britannico, coordinata dalla neuroscienziata Helen Pilcher, che ha misurato il numero di calorie che può farci bruciare una risata a crepapelle.
Ridendo per un'ora si consuma lo stesso quantitativo calorico che perderemmo con 30 minuti di sollevamento pesi: ripetendo il sano esercizio del ridere di gusto per un'ora ogni giorno dell'anno, potremmo arrivare a calare di ben 5 chili, praticamente una taglia in meno.
L' ilarità fa bene non solo alla linea, ma anche alla salute del nostro organismo e della nostra pelle: il ridere parecchio attiva 15 muscoli facciali, distendendo il volto e rendendo più tonica e luminosa la pelle del viso; inoltre le belle risate contraggono i muscoli addominali e pettorali, contribuendo a rinforzarli ed elasticizzarli.
Questa mini-lezione di aerobica causata dal buonumore è anche un toccasana per il cuore, contribuendo a migliorare il ritmo del respiro e ad abbassare il colesterolo nel sangue.
Ma ancora non è finita, perchè l'elenco dei benefici si allunga. Ridere riduce lo stress e rinforza le nostre difese immunitarie, rendendoci più resistenti agli attacchi degli agenti patogeni.
Si può cercare di divertirsi anche guardando un programma comico in tv e la dott.ssa Pilcher precisa che non vuole, con questo suggerimento, spingere le persone a passare la loro giornata davanti a uno schermo televisivo, ma solo spronarle a ridere di più.
Le risate ci rendono più sereni e in forma e, dettaglio non trascurabile, ci aiutano a ridurre l'impatto sulla linea delle leccornie a cui non sappiamo dire di no: ridendo per un'ora bruciamo 100 calorie, tante quante ve ne sono in un quadratino di cioccolata o in un pacchetto di patatine.
Dunque largo al buonumore, che provoca solo benefici e nessuna controindicazione.
 

lunedì 12 novembre 2012

Yoga della risata
Ciao,  vi aspetto a braccia aperte, mercoledì 14 novembre, alle ore 20.00, per la sessione settimanale dello Yoga della risata presso il Dojo - Judo Avisio (Sporting) Predazzo (Tn).
Siete tutti invitati, la partecipazione è gratuita: si raccomanda abbigliamento comodo, ciabatte (sul Tatami si deve stare scalzi) e copertina per la fase finale di rilassamento.
Dopo la sessione chi vuole si può fermare per mangiare una pizza in compagnia. 
MOLTO BENE MOLTO BENE YEAH !!!!!!!!!!!!

mercoledì 7 novembre 2012

"Piangere dal ridere"

Perche' si "ride fino alle lacrime"?
L'organismo risponde cosi' a un'emozione molto intensa o a una battuta azzeccata. A volte le lacrime sono il risultato di una reazione emotiva, come il senso di sollievo; in altri casi hanno solo un'origine fisica. Durante una risata violenta, convulsa, i muscoli dell'addome, il diaframma e la faccia vanno incontro a uno spasmo, che provoca una temporanea impossibilita' di parlare, una difficolta' del respiro, un aumento del battito cardiaco e una stimolazione generale del sistema endocrino. Forse e' per questo che i suoi effetti sono stati paragonati a quelli del tappo di una bottiglia di spumante che salta. Le lacrime della risata hanno una composizione leggermente diversa da quella degli altri tipi di lacrime, pur essendo sempre sterili e salate.

martedì 6 novembre 2012

Yoga della risata

Ciao,  vi aspetto domani mercoledì 7 novembre, alle ore 20.00, per la sessione settimanale dello Yoga della risata presso il Dojo - Judo Avisio (Sporting) Predazzo (Tn).
Siete tutti invitati, la partecipazione è gratuita: si raccomanda abbigliamento comodo, ciabatte (sul Tatami si deve stare scalzi) e copertina per la fase finale di rilassamento.
Dopo la sessione chi vuole si può fermare per mangiare una pizza in compagnia. 
MOLTO BENE MOLTO BENE YEAH !!!!!!!!!!!!